Valorizzazione delle Conca delle Gabelle di Via San Marco nel Comune di Milano

La Storia
Alla fine del Quattrocento il Naviglio della Martesana venne introdotto in città per portare più acqua nella cerchia dei Navigli. Per la prima volta venne registrato da Leonardo da Vinci nella sua veduta zenitale e assonometrica di Milano Codice Atlantico 73 v-a.
Il ramo del Naviglio della Martesana contenente la Conca delle Gabelle, detta anche dell’incoronata, visibile in progressione nelle diverse mappe di Milano dal 1573 al 1902, comprende il tratto del Canale tra il “tombone” di Porta Nuova e il ponte pedonale di Via Montebello all’inizio del laghetto di S. Marco.
La Conca delle Gabelle, la più antica esistente in Milano, è stata realizzata nel 1496, con i perfezionamenti introdotti da Leonardo da Vinci per attutire l’impatto dell’acqua sulle imbarcazioni: “bisogna legale i navili, raccomandava Leonardo- che non abbiano ragione di correre innanzi verso il loco basso, dove cade l’acqua del portello, ( si riferiva al portello inferiore, da lui inserito nel portone) che giungendo là l’acqua, che cade d’esso portello infra l’altra acqua, poi cadrebbe nella barca e subito la empirebbe e sommergerebbe”.
Il dipinto, la litografia e le fotografie mostrano sia la Conca delle Gabelle, che il lungo canale fino alla copertura del laghetto e del tratto di canale fino al Ponte di Porta Nuova (1934).
Dal ponte di Porta Nuova alla Cassina dè Pòmm la copertura del Naviglio è stata compiuta nel dopoguerra dal 1951 al 1968 per realizzare il Viale Melchiorre Gioia sotto al quale il canale porta le acque dall’Adda a confluire nel Re dè Fossi, prima dell’ingresso nella città racchiusa nei Bastioni.

 

Lo Stato di Fatto

 

La Conca delle Gabelle e il ponte pedonale realizzato in ceppo d’Adda, costruiti entrambi alla fine del Quattrocento, si trovano in fondo a Via San Marco nel settore circolare della città compreso tra la strada detta “Cerchia dei Navigli “ e il viale, detto dei Bastioni, e tra le Porte Nuova e di Como. Affiancata alla Conca vi è un’edicola in mattoni di età posteriore.
Riconosciuta come opera monumentale ai sensi della legge 1089/39 “perché unico resto del Naviglio Martesana nel suo tratto urbano, caratterizzato dalla sopravvivenza dell’ultimo ponte antico del Naviglio, dell’ultima chiusa e della garitta, resti di originali attrezzature addette alla navigazione”.

La conca delle Gabelle, chiamata così perché lì si pagavano le tasse sui materiali trasportati, si presenta oggi agli occhi dei visitatori senz’acqua, con i portoni identici ai disegni di Leonardo da Vinci del Codice Atlantico f. 151 v-b e 240 v-b.
Alla fine degli anni ’60, vi fu un tentativo di riportare l’acqua nella Conca, di cui restano tracce nel locale coperto sottostante al giardinetto adiacente all’edificio comunale ora utilizzato come archivio.

 

Il Progetto Definitivo della fontana-canale
All’interno della Conca delle Gabelle restaurata, si inserisce la fontana-canale: una vasca, appoggiata sul fondo di cemento della conca alimentata da un pozzo presente nelle adiacenze.
Si è voluto introdurre nella conca restaurata la “vitalità dell’acqua corrente” con un percorso a salti d’acqua che “imita” l’originale scorrimento dell’acqua e nel contempo, stampate sul fondo della vasca saranno riprodotte, con uno speciale sistema 3M, i dipinti, le fotografie e i disegni della Conca delle Gabelle per dare testimonianza dei perfezionamenti introdotti da Leonardo da Vinci e della funzionalità della Conca fino agli anni ’30 del secolo scorso.

 

Inoltre un sistema di luci, sia dal bordo della vasca che sul fondo della conca ricoperto di ciottoli, consentirà di illuminare sia i portoni, sia le murature, sia il ponte, sia la garitta che i parapetti restaurati, affinché anche di notte ci sia la visibilità della monumentale Conca delle Gabelle.
Un’illuminazione che insieme al consumo di energia necessaria a garantire l’acqua corrente nelle vasche verrà alimentata da una serie di pannelli fotovoltaici che la Società A2A S.p.A. prevede di posizionare sulla copertura piana dell’edificio di proprietà comunale adiacente alla conca.
Una strategia di recupero dell’energia solare che consentirà di ottenere, oltre al risparmio di energia, anche la manutenzione della fontana-canale a costo zero.


Le tappe
1967  

La Conca delle Gabelle viene riconosciuta come opera monumentale, con vincolo n. 553 del 17 luglio 1967 ai sensi della Legge 1089/39.

2003  

La Fondazione Banca del Monte di Lombardia stanzia un contributo di € 25.000,00 per la redazione del progetto preliminare per la valorizzazione della Conca delle Gabelle.

2005  

Viene terminato il progetto preliminare per la Valorizzazione della Conca delle Gabelle e riceve parere favorevole della Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio della Lombardia Occidentale.

2008  

Grazie al Contributo di Fondazione Banca del Monte di Lombardia, Navigli Lombardi s.c.a.r.l., A2A S.p.A. viene redatto il progetto definitivo per la Valorizzazione della Conca delle Gabelle – dopo aver ricevuto il parere favorevole della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Milano - viene donato al Comune di Milano – Assessorato Arredo Verde e Qualità Urbana.

 
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