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Febbraio 2004 |
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L’Associazione
Amici dei Navigli tra i destinatari del premio Le Chiavi del Sorriso
da parte della Fondazione Cesar e del Consiglio Regionale Unipol. Nato
da un’idea di Don Luigi Ciotti, il riconoscimento Le Chiavi del Sorriso
è tradizionalmente conferito dalla Fondazione Cesar dal 1998: su
indicazione dei Consigli Regionali Unipol e della struttura territoriale
della Fondazione Cesar, vengono premiate delle persone che si siano distinte
nel miglioramento sociale in
Italia. L’anno appena trascorso, il 2003, è stato eletto dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite “Anno Internazionale dell’Acqua”: la Fondazione ha voluto legare il premio a tale occasione, consegnando le chiavi del sorriso a quanti si siano prodigati nel promuovere azioni e nello smuovere l’opinione pubblica verso una gestione equilibrata delle risorse idriche, in una prospettiva che sia rispettosa dell’ambiente e dell’uomo in uguale misura. I premiati, oltre all’Istituto per i Navigli/Associazione Amici dei Navigli, sono stati: Maria Luisa Cribioli, Sindaco di Nesso, Paolo Ceruti, Sindaco di Magreglio, Giorgio Gabriele Negri, esperto di risorse idriche, e Anna Maria Cazzaniga, imprenditrice. Le motivazioni che hanno indotto il consiglio ad assegnare i premi esemplificano diversi orientamenti nell’utilizzo funzionale e bilanciato delle acque: dell’Associazione Amici dei Navigli si è sottolineato l’impegno concreto nella realizzazione di ricerche, mostre, pubblicazioni, proposte e soprattutto azioni volte a promuovere la conoscenza e il recupero dei Navigli e dell’idrovia Locarno-Milano-Venezia. Ai Sindaci di Nesso e Magreglio va il merito di essere tra i fondatori di un Comitato organizzatore del referendum abrogativo della Legge Regionale che vuole riorganizzare il sistema idrico integrato privatizzandolo: il premio sottolinea il loro impegno nel ribadire e divulgare il valore della risorsa acqua come bene pubblico. L’acqua come elemento di crescita sociale è invece l’impegno di Giorgio Gabriele Negri, consulente per l’Unione delle Bonifiche e delle Irrigazioni della Lombardia, che si è impegnato nel divulgare, attraverso la collana editoriale “Osseva.Te.R – i paesaggi della natura”, le problematiche legate alle risorse idriche e al paesaggio rurale. Progettualità tutta al femminile è invece il punto di forza di Anna Maria Cazzaniga, socia fondatrice e presidente dell’Associazione Donne in Campo, che promuove il lavoro delle donne in agricoltura: un esempio concreto è l’azienda agrituristica “Il Torrettone”, nata dalla trasformazione di una vecchia cava abbandonata in un lago per l’allevamento di pesci. |
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Il
23 marzo presentazione a Torino del libro di Empio Malara “Torino tra
fiumi e canali”: un viaggio affascinante nella storia della città e dei
suoi corsi d’acqua. Torino e i suoi fiumi e canali: è un rapporto complesso quello tra il capoluogo piemontese e le acque che solcano il suo territorio, che ha segnato lo sviluppo della città dalla sua fondazione, via via fino al grande boom industriale. L’architetto Empio Malara, già consulente del Comune di Torino per il Piano Regolatore Generale redatto dallo studio Gregotti Associati e curatore nel 1991 del primo “libro bianco sull’ambiente” di Torino, ha tracciato un percorso storico che si “snoda” attraverso i grandi fiumi del territorio torinese (oltre al Po, tre dei suoi affluenti, tra cui la Dora Baltea) e i canali che ne vennero derivati, le “bealere”, utilizzate per la bonifica, l’irrigazione, la produzione di energia, la pulizia della città e, in modesta misura, anche per la navigazione. Dall’originario insediamento romano, la città è diventata poi un centro sempre più popoloso, si è ingrandita, ha spostato i propri antichi confini e ha continuato ad espandersi senza che i rapporti tra le aree abitate e cementificate si mantenessero in equilibrio con quelle verdi e con i corsi d’acqua. Eppure la storia di Torino è stata sempre segnata anche dai suoi fiumi e, nell’Ottocento dalle sue aspirazioni a collegarsi, tramite questi, al mare: già all’inizio del secolo Napoleone aveva auspicato tale collegamento, prospettato poi sotto forma di progetto di navigazione dal Mar Ligure all’Adriatico dall’Ingegner Gaetano Capuccio nel 1865. Il libro si muove dunque dal passato, ma traccia dei percorsi possibili anche per il futuro: come il collegamento di Milano al mare, per tanto tempo considerato solo un sogno nostalgico, sta prendendo una forma sempre più definita, così anche Torino può guardare ai suoi corsi d’acqua come una risorsa viva, un collegamento “a misura d’uomo” da sfruttare a scopi turistici . Non solo: come si propone alla fine del volume, i fiumi attorno a cui si è sviluppata la città possono contribuire a ridefinire lo spazio urbano, relazionandoli a quell’impianto barocco che, ancor oggi, è possibile ammirare dall’alto della collina di Torino. Il libro, edito dall’Associazione Irrigazione Est Sesia (che raccoglie qui in forma di pubblicazione unica una serie di interventi apparsi a puntate sul proprio periodico), verrà presentato a Torino, martedì 23 marzo alle ore 18 nelle sale superiori della Libreria Fògola (Piazza Carlo Felice 15). Con l’autore interverranno: Augusto Cagnardi, Achille Cutrera e Silvia del Pozzo; concluderà il Sindaco di Torino On. Sergio Chiamparino. |
25/02/2004