Gennaio  2003

Azione dimostrativa per il recupero turistico e culturale dell’idrovia Locarno – Milano – Pavia – Venezia: cinque barche percorreranno la via d’acqua dal 2 maggio al 9 maggio. Una serie di manifestazioni in programma

Il 2 maggio 2003 prenderà il via l’attesa manifestazione motonautica che da Locarno, passando attraverso Milano, Pavia e Chioggia, giungerà a Venezia il 9 maggio. Per l’occasione sfileranno cinque imbarcazioni con a bordo venti persone (oltre all’equipaggio) che, di volta in volta, faranno tappa notturna a Sesto Calende, Abbiategrasso, Milano e Pavia, per quanto concerne il tratto dal Lago Maggiore sino al fiume Ticino; e tappa notturna a Cremona, Ferrara e Venezia per il tratto dal fiume Po alla Laguna. Il loro compito è quello di mostrare come si possa recuperare la suggestiva idrovia Locarno-Venezia a fini turistici e culturali. La manifestazione è organizzata dall’Istituto per i Navigli/Associazione Amici dei Navigli e dall’Associazione Motonautica di Venezia che, insieme, stanno raccogliendo le adesioni da parte di sponsor pubblici e privati. L’Associazione Amici dei Navigli ha inoltre già ottenuto il patrocinio di Touring Club Italiano e della Comunità Padana delle Camere di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura. La manifestazione rientra tra le azioni previste per la redazione del progetto preliminare Locarno-Milano-Venezia sponsorizzato dalla Fondazione Cariplo. Tutti gli amici dei Navigli che vorranno raggiungere le imbarcazioni alle varie tappe, saranno i benvenuti. Oltre a visitare le località di maggiore interesse culturale toccate dalla manifestazione motonautica, potranno partecipare agli eventi serali (ancora in corso di definizione, ma presto saranno segnalati sul programma) che verranno organizzati presso il Parco Europa di Sesto Calende, Villa Gaia di Robecco sul Naviglio e la Darsena di Milano, e culminanti nei festeggiamenti per l’arrivo nella città lagunare con una cena di gala a Venezia. 

I Navigli a cura di Roberta Cordani: un manifesto d’amore per i fiumi di Milano

La storia di cinque navigli – Grande, Martesana, Pavese, Bereguardo e Paderno – raccontata attraverso le immagini e le parole di numerosi autori, e raccolti in un unico volume di 480 pagine da Roberta Cordani come gesto d’amore e, quasi, reverenza verso quei canali navigabili entrati a far parte, nel tempo, del paesaggio milanese e del suo tessuto urbano. E’ questo il senso del nuovo libro edito dalla CELIP e presentato il 21 novembre scorso alla Società del Giardino di Milano. In un florilegio di scatti fotografici e di testimonianze scritte, affiora il passato di una città che ha sempre avuto un rapporto speciale con i suoi navigli e che ad essi guarda per riscoprire le proprie origini culturali. I navigli rappresentano l’anima più popolare di Milano, quella che, rivista oggi nelle fotografie di ieri, solleva ricordi ed aumenta la nostalgia. Tra le tante città utopiche di cui si è spesso vagheggiato nei secoli passati – quelle per intenderci che non sono mai esistite e che offrivano solo un pretesto agli intellettuali dell’epoca per lanciare i propri strali verso la società contemporanea, ed ai sognatori una scappatoia dalle proprie delusioni – la Milano dei Navigli è infatti quella che si avvicina di più, per noi oggi, ad un’Utopia che un tempo esisteva davvero ma che i miti della modernità in poco più di un secolo hanno cancellato sotto l’asfalto, seppellendone la straordinaria bellezza. Ma la memoria degli abitanti, le ricostruzioni storiche, le raffigurazioni fotografiche  e pittoriche messe insieme dalla Cordani non vogliono recitare un requiem a ciò che non esiste più, bensì essere un’occasione per discutere dei possibili recuperi e restauri, un modo per capire la storia dei navigli ed una proposta di itinerario culturale, artistico e paesaggistico volta alla loro riscoperta e valorizzazione. La lettura e visione di questo libro sono dunque consigliate a coloro che desiderano compiere un viaggio nel passato lungo cinquecento anni di questi canali, senza però perdere mai di vista il loro futuro.

Le potenzialità turistiche del Lago Maggiore: presentato lo studio commissionato dal Management Turistico di Bellinzona all’Istituto per i Navigli/Associazione Amici dei Navigli

Al fine di migliorare le relazioni tra l’area turistica svizzera di Locarno, il bacino lombardo-piemontese del fiume Ticino e Milano (passando per le sponde del Lago Maggiore), l’Istituto di Management Turistico di Bellinzona ha commissionato all’Istituto per i Navigli/Associazione Amici dei Navigli un progetto per l’analisi delle potenzialità turistiche da Sesto Calende a Milano, di cui sono ora pronti i risultati. Lo studio riguarda le strutture ricettive e le offerte naturali, culturali, di sport e svago relative all’area sopraindicata, in relazione alla loro accessibilità all’idrovia Locarno-Milano. Il lavoro si è posto come obiettivo principale quello di illustrare le principali offerte turistiche presenti lungo la tratta di navigazione che da Sesto Calende (comune di confine tra il fiume Ticino ed il Lago Maggiore) giunge a Milano, distinguendo tra quattro voci, poc’anzi ricordate. Per quanto riguarda l’offerta naturale, l’area oggetto di studio ha evidenziato l’esistenza di diversi luoghi di interesse primario, tra cui spiccano il Parco del Ticino, il Parco Agricolo Sud Milano ed il cosiddetto lago Boscaccio, nel comune di Gaggiano. La mappatura delle aree ad elevato interesse culturale (di cui sono state tenute in debito conto lo stato di conservazione, la visitabilità, il valore turistico-culturale e la vicinanza al corso d’acqua) ha portato all’individuazione di numerosi luoghi d’attrazione, concentrate lungo il fiume Ticino (Sesto Calende/Castelletto Sopra Ticino e Somma Lombardo), il Canale Industriale (tra Somma Lombardo e Turbigo), ed il Naviglio Grande (Cassinetta di Lugagnano, Abbiategrasso, Milano Darsena di Porta Ticinese). Il particolare, appaiono degni di nota la medievale abbazia di San Donato, voluta dal vescovo di Pavia Liutardo dei Conti e costruita sulle rovine di un precedente tempio pagano; il Lanificio di Somma, mirabile esempio di archeologia industriale, con i suoi due corpi di fabbrica e le case operaie; la Canonica (oggi Chiesa di San Giorgio, a Bernate Ticino), che può vantare un’esistenza millenaria e mostrare tronfia i segni del suo passato gotico; Villa Terzaghi a Robecco sul Naviglio, in ottimo stato di conservazione e testimone importante dell’architettura lombarda del ‘700; il Castello Visconteo, con cui l’Arcivescovo Ottone Visconti volle elevare Abbiategrasso al rango di roccaforte, in sintonia con il progetto di fortificare i propri possedimenti presso il Ticino; il Mulino di Vermezzo, oggi completamente ristrutturato e riorganizzato in funzione residenziale; Villa Venini Uboldi (Gaggiano), iniziata nel primo ventennio del ‘700 e completata quasi cinquant’anni dopo dagli eredi dei Venini, che ne avevano voluta la costruzione; il celebre Vicolo dei Lavandai, che prende il nome dal lavatoio ancora esistente presso il quale molti uomini nell’800, organizzati in una vera e propria associazione, si occupavano del lavaggio dei panni; Cascina Guardia di Sopra (Corsico), di proprietà dei Visconti di Modrone, compresa un tempo in un podere molto vasto, con il corpo cinquecentesco prospiciente il canale; e l’elenco potrebbe continuare con numerosi altri gioielli dell’architettura e dell’arte del passato, situati lungo il corso dei navigli (od a poca distanza da essi), che le carte geografiche presentate dall’Istituto per i Navigli/Associazione Amici dei Navigli hanno riportato minuziosamente in previsione di una loro riscoperta culturale e turistica. Anche il metro di valutazione utilizzato per il censimento delle strutture ricettive si è basato sulla loro distanza dal corso d’acqua ed ha messo in risalto quelle che, ovviamente, si affacciano sul Naviglio Grande, il Canale Industriale ed il Fiume Ticino. Alla voce “svago e sport” sono infine stati descritti i principali avvenimenti (come feste e sagre) organizzati dai Comuni interessati dalla tratta Sesto Calende - Milano, con particolare riferimento a quelle più attigue alla via d’acqua. Il contributo dato con questo studio dall’Istituto per i Navigli/Associazione Amici dei Navigli alla valorizzazione dell’asse navigabile Locarno, Lago Maggiore, fiume Ticino e Naviglio Grande, rappresenta un passo in più verso la realizzazione di un turismo eco-compatibile che coinvolge direttamente l’area dei Navigli di Milano.

26/02/2003