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2007
Inaugurazione della Conca della Miorina (restaurata grazie ad un ,
Finanziamento della Regione Lombardia, Assessorato Infrastrutture
e Mobilità; Regione Piemonte, Confederazione Svizzera e Unione
Europea) nel quadro del recupero dell’idrovia Locarno –
Milano – Venezia è stata così realizzata la riconnessione
tra il lago Maggiore e il fiume Ticino fino allo sbarramento di Porto
della Torre, percorrendo il tratto del Ticino da Golasecca a Varallo
Pombia, 12 Km di via d’acqua tra i parchi del Ticino lombardo
e piemontese che si aggiungono ai 58 Km di navigazione lacuale da
Locarno a Sesto Calende.
2005
Inaugurazione delle prime due conche restaurate del Naviglio di Pavia
: la Conchetta e la Conca Fallata (all’interno della quale è
stata inserita una turbina per la produzione di energia a cui fa riferimento
l’immagine riportata), due esempi significativi dell’impegno
della Regione Lombardia, del Comune di Milano, di A2A S.p.A. e di
Navigli Lombardi s.c.a.r.l., che meritano di essere riconosciuti come
monumenti idraulici e come primi interventi atti al recupero della
navigazione del Naviglio Pavese nel quadro dell’Idrovia- Locarno
– Milano – Venezia.
2004 | dicembre
I lavori di recupero sui navigli procedono: 83 chilometri suddivisi
in 53 cantieri. La Regione Lombardia procede nel suo piano di recupero
dei navigli: oltre ai cantieri attualmente aperti, altri 63 stanno
per partire e 42 sono già terminati. Nel frattempo, alla navigli
Scarl, la società consortile fondata per la salvaguardia, il
restauro e la valorizzazione degli storici canali, hanno aderito altri
26 Comuni dei navigli, che si vanno ad aggiungere agli Enti fondatori.
L’Assessore alle Opere Pubbliche della Regione Lombardia, Giampiero
Borghini, raccogliendo l’eredità di Carlo Lio, ha illustrato
di recente la mappa dei cantieri, sottolineando come i lavori nascano
finalmente da un sistema di collaborazioni tra i diversi enti preposti.
I progetti finanziati sono stati selezionati per le loro caratteristiche
di “modelli” per interventi analoghi successivi: i monumenti
sui Navigli vivranno una nuova vita, così come i canali e le
alzaie. In particolare, sul naviglio grande è stata avviata
la realizzazione di approdi e la risistemazione delle sponde, mentre
sul Naviglio Pavese verrà realizzata una pista ciclabile lungo
l’alzaia.
Resta ancora molto da fare, ma si chiude una stagione sicuramente
positiva per i Navigli: l’Istituto per i Navigli/Associazione
Amici dei Navigli si augura nuovi progressi per il nuovo anno, con
la prospettiva di vedere finalmente navigabile l’idrovia.
2004 | novembre
Procedono i lavori sulla Conchetta e sulla Conca Fallata: ultimi sviluppi,
aperti i cantieri a ottobre, sono cominciati a pieno ritmo i lavori
sulle prime due conche dal Naviglio Pavese, Conchetta e Conca Fallata.
Come già segnalato sul numero di settembre, il recupero delle
conche aprirà non solo un tratto importante del Naviglio pavese,
ma permetterà anche di produrre energia grazie all’installazione
di una centralina idroelettrica nella seconda conca (la Fallata).
Per la Conchetta si prevede il ripristino delle sponde, degli apparati
idraulici, dei portoni in legno e della casetta un tempo usata per
controllare i portoni (controllati da strutture meccaniche che funzioneranno
mediante un apparato elettronico basato sullo studio effettuato dall’Ingegner
Mancini del Politecnico di Milano e sponsorizzato dal Rotary Milano
Nord-Est). La Conca Fallata, con un progetto suggerito dall’Istituto
per i Navigli/Associazione Amici dei Navigli ad AEM Spa, sarà
anche un progetto campione per la produzione di energia pulita (circa
265 kW elettrici, in grado di alimentare, per esempio, 200 abitazioni),
che verrà ridistribuita nella rete civica di Milano e che potrà
essere riprodotta su altre conche (che presentino ovviamente condizioni
ottimali per tale intervento).
Committente del cantiere della Conchetta è la Regione Lombardia
(Direzione Generale Opere Pubbliche e protezione Civile), l’Ente
appaltante è il Consorzio di Bonifica Est-Ticino Villoresi
e l’importo complessivo dei lavori a base d’asta è
di € 527.110,87. I progettisti sono l’Architetto Giuliana
Panzeri (che è anche direttore dei lavori e coordinatore sicurezza),
l’Architetto Carlo Capponi e la Dottoressa Fabia Malara, il
responsabile unico del procedimento è l’Ingegner Lorenzo
del Felice; i lavori sono eseguiti sotto la supervisione della Soprintendenza
ai Beni Architettonici e per il paesaggio di Milano. L’impresa
esecutrice è la Foglia & C. Srl di Parma e l’impresa
subappaltatrice è il Laboratorio del Restauro di Gallarate;
i lavori sono iniziati a settembre e la fine lavori è stimata
per marzo 2005.
Committente del cantiere della Conca Fallata è AEM Spa, l’impresa
appaltatrice è CO-VER Energia Srl di Verbania (in associazione
temporanea d’imprese con Co-Ver Edile Srl); il responsabile
dei lavori è l’Ingegner Carlo Ansaloni di AEM Spa (responsabile
anche del coordinamento direzione lavori e delle opere elettromeccaniche),
il Coordinatore per la Sicurezza in fase di progettazione è
l’Architetto Giuliana Panzeri (anche responsabile per la direzione
lavori delle opere edili di restauro) e in fase di esecuzione l’Ingegner
Cesare naviglio di AEM Spa, mentre per la direzione lavori delle opere
civili strutturali il responsabile è l’Ingegnere Luigi
Gariboldi. I lavori sono iniziati a ottobre e si calcola che dureranno
poco più di un anno.
2004 | ottobre
Darsena: partito il progetto per la costruzione del porto di Milano
e del sottostante parcheggio di interscambio modale.
Il Comune di Milano e la Regione Lombardia hanno indetto un concorso
internazionale per la progettazione della darsena e delle due piazze
adiacenti: a seguito della selezione 10 progettisti, 5 italiani e
5 stranieri, sono stati invitati a presentare i propri progetti e
il vincitore verrà decretato prima di Natale. Nel frattempo,
il 23 settembre è stata siglata la convenzione tra Comune di
Milano e Progetto Darsena Spa per la costruzione del sottostante parcheggio
e per la costruzione del porto soprastante.
La Soprintendenza seguirà lo sviluppo dei lavori, a seguito
del rinvenimento di reperti delle mura spagnole nella zona dello scavo:
tutte le preesistenze archeologiche verranno messe in luce per consentire
una valutazione corretta del loro riuso.
Finalmente inizieranno i lavori per quello che è stato per
secoli uno dei maggiori porti commerciali interni della Lombardia,
connesso da una parte alla Svizzera –tramite il Lago Maggiore-
e dall’altra, dopo il completamento del Naviglio Pavese, fino
a Venezia e al mare Adriatico.
La storia del porto di Milano è articolata e corre in qualche
modo parallela con l’evoluzione del sistema dei navigli e con
la storia di Milano. Il primitivo bacino formatosi nel 1257 con l’immissione
del Ticinello in Milano, detto Laghetto di Sant’Eustorgio, fu
collegato alla cerchia interna, quasi due secoli dopo, per poter trasportare
i pesanti blocchi di marmo necessari alla costruzione del Duomo. Dalle
cave di Candoglia, infatti, i massi venivano trasportati via acqua
fino a Milano, dove il dislivello tra il laghetto e le acque del fossato
rese necessaria la costruzione della prima conca di Milano, la Conca
di Viarenna.
I lavori per la piena connessione tra Naviglio grande e Martesana
attraverso la cerchia interna vengono iniziati nel 1497, sotto Ludovico
il Moro, e terminati solo agli inizi del XVII secolo: Milano acquista
sempre più importanza come punto di interscambio di merci (spesso
pregiate) che arrivano dai Laghi di Como e Maggiore.
La costruzione delle mura spagnole determina poi un nuovo, importante
riassetto dell’area: la Conca di Viarenna viene spostata nella
sua attuale posizione e la darsena riceve anche le acque dell’Olona,
deviate lungo i bastioni. Ferrante Gonzaga, lungimirante Governatore
del Ducato di Milano, che ne iniziò i lavori nel 1546, prevedeva
infatti per la città un ruolo strategico di “porto interno”
che potesse offrire accesso al Mediterraneo: un crocevia di traffici
internazionali dotato però delle dovute fortificazioni, una
“città in mezzo a terre” (la definizione è
di Fernad Braudel) per molti modello urbanistico del tempo.
Il Naviglio Grande e Martesana permevano il collegamento verso nord:
mancava però la connessione verso sud, verso Pavia e, attraverso
il Ticino, al Po e al mare. Agli inizi del ‘600 il Conte di
Fuentes avvia i lavori di sistemazione del nuovo porto e la realizzazione
di quello che, solo due secoli più tardi, diventerà
il Naviglio di Pavia, e che completerà il sistema dei Navigli.
E’ proprio con la realizzazione del Naviglio Pavese, a seguito
dell’aumentato transito delle merci, che la struttura della
darsena acquisì l’aspetto che, in linea di massima, ha
mantenuto fino ad oggi: uno dei porti interni più importanti
d’Italia, con 1600 imbarcazioni l’anno che qui trasportavano
merci dal Naviglio Grande, da quello Pavese e di Martesana.
Le merci aumentano ancora, tra il 1830 e il 1900 e viene realizzata
un’ultima serie di lavori nel 1918. Dieci anni più tardi
inizia la copertura e la decadenza di tutto il sistema, che nel 1975
vedrà l’ultima chiatta di sabbia attraccare in Darsena.
Agli inizi del 2000, grazie all’impegno dell’Istituto
per i Navigli/Associazione Amici dei Navigli, la Darsena ha ricominciato
a vivere non più come porto commerciale, ma come porto turistico:
con una sola imbarcazione, eppure di nuovo un porto funzionante nella
realtà e nella coscienza dei suoi cittadini, così come
dei visitatori.
I lavori appena partiti segnano il passo successivo: Milano regalerà
alla sua Darsena un aspetto rinnovato, più consono al suo ruolo
di porto turistico posto all’interno dell’idrovia che
da Locarno porta fino a Venezia, area pedonale e ciclabile connessa
con i parchi a sud della città, punto di ritrovo di una vita
cittadina finalmente a “misura d’uomo”.
2004 | settembre -
Il Naviglio Pavese di nuovo navigabile e produttore di energia:
partono i lavori per il recupero delle prime due conche di navigazione.
Continuano i progressi nel recupero della navigazione lungo l’idrovia
Locarno-Milano-Venezia, in particolare sui Navigli. Il 22 luglio scorso
l’Assessore alle Opere Pubbliche, Politiche per la Casa e Edilizia
Residenziale Pubblica Carlo Lio ha annunciato il recupero della Conchetta,
la prima conca di navigazione sul Naviglio Pavese e presentato con
il Responsabile dell'Area Produzione di AEM Spa, l’Ingegner
Michele Sparacino, l’ambizioso progetto di recupero della Conca
Fallata (la conca successiva), che, oltre alla riattivazione della
funzionalità dal punto di vista della navigazione, sarà
dotata di una miniturbina capace di produrre energia elettrica pulita.
Per la Conchetta si prevede il ripristino delle sponde, degli apparati
idraulici, dei portoni in legno e della casetta un tempo usata per
controllare i portoni, con una spesa complessiva è di 765.000
euro. Per il recupero si è scelto di conservare i portoni e
le strutture meccaniche dell’epoca, che funzioneranno mediante
un apparato elettronico (basato sullo studio effettuato dall’Ingegner
Mancini del politecnico di Milano e sponsorizzato dal Rotary Milano
Nord-Est).
L’intervento sulla Conca Fallata, suggerito dall’Istituto
per i Navigli/Associazione Amici dei Navigli ad AEM Spa, è
più complesso: oltre al recupero architettonico, che prevede
il restauro dei manufatti esistenti, con l’istallazione di un
sistema elettronico comandato a distanza, il progetto prevede l’installazione
di una mini centrale idroelettrica che produrrà energia pulita
da ridistribuire nella rete civica di Milano. La centralina potrà
sfruttare un salto di 4,66 m e arriverà a produrre circa 265
kW elettrici, in grado di alimentare, per esempio, 200 abitazioni.
Un recupero che guarda al passato e al futuro insieme, restituendo
al Naviglio quella plurifunzionalità che era ormai decaduta
che ora viene recuperata tramite sistemi di ultima generazione.
I lavori di ristrutturazione della Conchetta sono ora stati dati in
appalto e il cantiere aprirà a fine settembre o inizio ottobre.
Entro dicembre dovrà essere realizzato il 40% dei lavori, mentre
il termine degli stessi è previsto per marzo 2005.
E’ scaduto in questi giorni il bando emesso da AEM Spa per la
scelta della ditta a cui affidare l’esecuzione delle opere sulla
Conca Fallata. La fine dei lavori è prevista per dicembre 2005.
Giugno 2004
Il recupero della Conca Fallata: uscito il bando
di gara per il restauro della conca di navigazione e l’appalto
per la turbina idraulica.
Procede il recupero della Conca Fallata, seconda conca di navigazione
del naviglio pavese e primo esempio di sfruttamento energetico di
un salto d’acqua dei Navigli.
In previsione dell’inizio dei lavori, nell’autunno di
quest’anno, è stato pubblicato il bando di gara per il
restauro della conca di navigazione e la fornitura di una turbina
idraulica. La turbina verrà inserita nel canale scaricatore
della conca, in modo da produrre energia elettrica che contribuirà
ad illuminare tutta l’area dell’alzaia circostante.
Nella prospettiva di recupero funzionale dei Navigli, il progetto
Conca Fallata ha un’importanza notevole: oltre al recupero della
conca di navigazione, che ripristinerà così la funzione
di navigazione, lo sfruttamento energetico riprenderà un’altra
delle caratteristiche che per secoli hanno contraddistinto questi
canali: quella della produzione di energia, fattore non indifferente
nello sviluppo dell’industria milanese e lombarda.
Si tornerà a navigare sul Ticino: presto
un altro tratto navigabile
sull’idrovia Locarno-Milano-Venezia
La Giunta Regionale della Lombardia, su proposta dell’Assessore
alle Infrastrutture e Mobilità Massimo Corsaro, ha approvato
i lavori di completamento della conca della Miorina. Il completamento
della struttura sarà il primo tassello delle opere che permetteranno
la ripresa della navigazione turistica sul tratto sublacuale del Ticino,
nella prospettiva più ampia dell’idrovia Locarno-Milano-Pavia-Venezia.
Una navigazione, ha sottolineato l’Assessore Corsaro, che sarà
rispettosa della natura, dell’ambiente e del paesaggio, dato
che il tratto interessato, in particolare, è compreso nel Parco
Naturale della Valle del Ticino. Una serie di studi di natura idro-geo-morfologica
sono stati ultimati per garantire la conservazione dei beni naturali,
paesaggistici ed archeologici, in correlazione con i progetti legati
al turismo fluviale.
Maggio 2004
Pedonalizzazione e nuovi parcheggi sui Navigli:
i progetti del Comune di Milano
e il concorso internazionale per la valorizzazione della Darsena.
“L’area dei navigli sarà il primo, significativo
banco di prova delle isole ambientali progettate dalla Giunta Comunale
di Milano”: così aveva dichiarato l’Assessore alla
Mobilità e ai Trasporti del Comune di Milano Giorgio Goggi
nell’ottobre dell’anno scorso al convegno “Dal sogno
alla realtà – Finanziamenti, progetti e interventi per
il recupero della navigazione turistica dalla Svizzera all’Adriatico
passante per la Darsena di Milano” organizzato dall’Istituto
per i Navigli/Associazione Amici dei Navigli, in collaborazione con
la Fondazione Cariplo e con la Regione Lombardia (Assessorato Opere
Pubbliche, Politiche per la Casa e Edilizia Residenziale Pubblica
e Assessorato Infrastrutture e Mobilità).
Il progetto prevede la realizzazione sulle alzaie dei navigli di isole
ambientali a traffico limitato e a velocità ridotta, dotate
di percorsi pedonali, oltre alla costituzione di una greenway, un
percorso ciclabile che, partendo dalla Darsena, collegherà
i parchi del centro con quelli a sud della città. Il piano
ha in progetto di creare, parallelamente alle aree verdi e pedonalizzate,
una struttura di parcheggio sotto la Darsena stessa, che arrivi a
sostituire i parcheggi ora esistenti in superficie.
L’area della Darsena diventerà dunque un baricentro pedonale:
per la valorizzazione della superficie, che comprende la realizzazione
del porto turistico, è stato indetto un concorso internazionale.
La realizzazione del porto turistico, assieme al restauro delle alzaie
e delle sponde dei navigli (partito già in diversi punti),
costituirà un importante slancio per la realizzazione di aree
“a misura d’uomo”. Non solo: il traguardo fondamentale
del recupero dei Navigli come presenza “viva” permetterà
alla città di avere un polo turistico completamente rinnovato
e all’idrovia che da Locarno arriva a Venezia di avere finalmente
un vero e proprio porto a Milano.
Marzo 2004
Locarno-Milano-Pavia-Venezia: in via di completamento il progetto
preliminare complessivo a cura dell’Istituto per i Navigli/Associazione
Amici dei Navigli
L’Istituto per i Navigli/Associazione Amici dei Navigli sta
portando a completamento l’elaborazione del progetto preliminare
complessivo per il recupero dei Navigli finalizzato a riattivare la
navigazione turistica sull’idrovia Locarno-Milano-Pavia-Venezia.
L’Istituto per i Navigli/Associazione Amici dei Navigli si è
mossa su molteplici fronti: per effettuare studi e valutazioni sull’attuabilità
dei recuperi, per coordinare i diversi Enti coinvolti nel progetto
e per realizzare una costante attività di informazione, promozione
e pubblicizzazione attraverso convegni ed eventi pubblici.
Ed è appunto durante gli ultimi convegni organizzati, tenutisi
il 13 maggio e il 7 ottobre a Milano, che sono stati illustrati alcuni
progetti in cui l’Associazione è coinvolta con ruolo
progettuale e di coordinamento. Sono stai così presentati il
progetto preliminare di tutte le opere necessarie per ottenere la
continuità di navigazione da Milano a Pavia, (redatto grazie
al contributo della Fondazione CARIPLO e dell’ASSIMPREDIL),
il progetto esecutivo della Conchetta (la prima conca di navigazione
del Naviglio Pavese, redatto su incarico della Regione Lombardia,
grazie al contributo della Fondazione CARIPLO e del Rotary Milano
Nord-Est) e della Conca Fallata (la seconda conca del Naviglio Pavese,
redatto su incarico di AEM Spa grazie al contributo della Fondazione
CARIPLO). Il progetto preliminare Milano-Pavia, acquisito dalla regione
Lombardia (Direzione Generale Infrastrutture e Mobilità, U.O.
Vie Navigabili), si è basato su un esame multiprospettico dei
corsi d’acqua: un’analisi di inquadramento generale del
tratto, il censimento di tutte le opere d’arte esistenti lungo
lo stesso, le considerazioni sul valore e sulle potenzialità
in ambito turistico, l’individuazione delle opere di ostacolo
alla navigazione, una serie di proposte progettuali di recupero dei
sostegni presi in esame, l’individuazione di approdi necessari
alla riattivazione della navigabilità e valutazioni di fattibilità
economica. Tale parte progettuale è stata affiancata da un’analisi
sulle potenzialità turistiche dell’area del fiume Ticino,
Canale Industriale, Naviglio Grande (realizzata grazie al contributo
della Fondazione CARIPLO).
La Regione Lombardia ha commissionato, parallelamente al progetto
intrapreso dall’Istituto per i Navigli/Associazione Amici dei
Navigli, lo studio per la redazione di un programma di interventi
per il recupero della navigabilità sul tratto Sesto Calende-Milano
(fiume Ticino, Canale Industriale e Naviglio Grande), cosicché
si prospetta un quadro progettuale che comprende tutta la prima parte
dell’Idrovia. La Regione Lombardia, il Canton Ticino e la Regione
Piemonte hanno inoltre ottenuto un finanziamento nell’ambito
del Programma Interreg IIIA (Comunità Europea) e hanno avviato
la redazione dei progetti preliminari relativi allo sbarramento del
Pamperduto, di Porto della Torre e della Conca della Miorina, oltre
a uno studio sulle potenzialità turistiche della via navigabile
Locarno-Milano.
Per il secondo grande tratto dell’idrovia, quello che da Pavia
arriva fino a Cremona (da Cremona a Venezia la navigazione è
già attiva), sono stati acquisiti dall’Istituto il progetto
della Conca di Isola Serafini, la presentazione tecnica del Porto
di Cremona e uno studio sul ripristino della navigabilità turistica
da Rea Po (Ponte della Becca) ad Arena Po, che verranno illustrati
dagli Enti redattori in occasione del prossimo convegno che si terrà
a Pavia il 10 maggio.
Un quadro costituito da diversi attori, completato quest’anno
dalla costituzione della SCARL Navigli Lombardi, nata con lo scopo
di coordinare i lavori e le attività di promozione dell’area
dei Navigli.
Si prospetta dunque l’ampliamento della navigazione su diversi
tratti dell’Idrovia e, a quasi un anno dalla prima discesa In
viaggio sui Navigli. Discesa in barca per il recupero turistico delI’idrovia.
Locarno-Milano-Venezia. Passaggio a Nord Ovest, continuano a vedersi
dei progressi tangibili e a prospettarsi nuovi interventi lungo tutta
l’idrovia, che sicuramente permetteranno, l’anno prossimo,
una seconda discesa ampliata e agevolata nella percorribilità
e fra qualche anno, la possibilità di percorrere per intero
questa grande via d’acqua.
Gennaio 2004
Si è ufficialmente costituita la SCARL “Navigli lombardi”:
un importante passo in avanti nella gestione dei Navigli.
Uno dei problemi che gravavano sulla situazione dei Navigli era la
mancanza di un organismo unico che si occupasse del loro recupero.
Le stesse aree di competenza erano divise tra il Demanio, il Comune
di Milano e la Regione Lombardia, creando una situazione di “parcellizzazione”
delle competenze.
Dal 1 gennaio 2004 è ufficialmente operativa la SCARL “Navigli
lombardi”, una società consortile a responsabilità
limitata che si prefigge di sovraintendere a interventi strutturali,
infrastrutturali e idraulici, così come ai servizi culturali,
turistici e promozionali legati all’area dei Navigli.
Novembre 2003
Conca delle Gabelle: la Fondazione Banca del Monte di Lombardia ha
approvato un contributo per la redazione del progetto preliminare,
che sarà redatto dall’Istituto per i Navigli/Associazione
Amici dei Navigli.
La Conca delle Gabelle è la più antica conca di navigazione
del sistema dei Navigli milanesi e pavesi esistente a Milano, se si
considera che la prima conca di navigazione, denominata di Viarenna,
realizzata inizialmente nel 1439, è stata poi ricostruita,
nella posizione attuale di Via Conca del Navigli , nella seconda metà
del Cinquecento.
L’Istituto per i Navigli/Associazione Amici dei Navigli porta
avanti la proposta di realizzarne il restauro, come reperto storico
legato alla vita della città e come esempio dell’opera
di Leonardo da Vinci. Costruita alla fine del Quattrocento, quando
Leonardo era al servizio di Ludovico il Moro, la Conca, detta anche
Conca dell’Incoronata perché non lontana dal convento
degli Agostiniani, presenta portoni in legno ad angolo di forma identica
ai disegni di Leonardo da Vinci e con i perfezionamenti da lui introdotti
nei disegni del Codice Atlantico (f.2402c / f.148v.a. / f.151v.b.
/ f.341v.b.). Inoltre la Conca delle Gabelle ha conservato anche i
gradoni, anch’essi di matrice leonardesca, destinati ad attutire
la caduta dell’acqua come suggeriva il genio di Vinci nelle
note che accompagnano i disegni citati. Non è da escludere,
secondo alcuni storici, che lo stesso Leonardo abbia contribuito alla
realizzazione di quest’opera idraulica, costruita sul Naviglio
Martesana, canale d’unione tra l’Adda e il fossato di
Milano, via d’acqua che connetteva la città e i laghi
Maggiore e di Como. Questo tratto del Naviglio Martesana, scampato
alla copertura dei Navigli di Milano, presenta una pavimentazione
in blocchi squadrati di ceppo d’Adda, così come il ponte
a schiena d’asino che sovrappassa la Conca, ponte che si presume
sia stato costruito subito dopo il taglio del canale, ai primi del
Cinquecento.
La proposta dell’Istituto per i Navigli/Associazione Amici dei
Navigli è di recuperare i portoni e la Conca, sia nelle sue
strutture che nei suoi componenti, mediante la reintroduzione dell’acqua
di falda nel canale, e la valorizzazione delle sponde, del ponte in
pietra, dell’edicola in mattoni e del ponte di Porta Nuova,
nonché delle aree adiacenti che dovranno essere ridisegnate
e riqualificate.
L’intervento di recupero, una volta completato, restituirebbe
all’area, compresa tra Corso di Porta Nuova e Via Castelfidardo,
l’antica attrattiva. Non solo: sono allo studio la possibilità
di contribuire alla conservazione del livello della falda entro i
limiti di sicurezza, di restituire l’acqua al Redefossi e di
utilizzarla per il riscaldamento, mediante pompe di calore, della
scuola ivi situata e di altri edifici limitrofi. Per le valutazioni
riguardanti tali progetti collaterali, sono stati contattati l’Ingegner
Maurizio Brown e l’Ingegner Riccardo Airoldi del Comune di Milano,
e l’Ingegner Paolo di Giorgio di AEM Spa.
La Fondazione Banca del Monte di Lombardia contribuisce alla stesura
del progetto preliminare per la valorizzazione della Conca delle Gabelle:
un grazie da parte dell’Istituto per i Navigli/Associazione
Amici dei Navigli, con la viva speranza che il progetto possa concretizzarsi
nel più breve tempo possibile.
Luglio 2003
Il recupero dei Navigli procede: lo dimostrano i progetti che si stanno
concretizzando attorno a questo notevole patrimonio di vie d’acqua.
Sono stati compiuti nel corso degli ultimi mesi passi importanti per
il recupero dei Navigli, che confermano una viva attenzione da parte
di tutti gli Enti interessati dal percorso dei Navigli e una reale
volontà di attuare interventi di ripristino.
Il Master Plan dei Navigli, promosso dalla Regione Lombardia, condotto
sotto la guida del Professor Tosi del Politecnico di Milano, si sta
muovendo su due fronti: da una parte il riordino di tutti i progetti
relativi al restauro e rilancio dei Navigli, in modo da fungere da
polo coordinatore; dall’altra, l’analisi delle iniziative
prioritarie da predisporre e l’individuazione dei punti critici
su cui operare con più urgenza.
Fondamentale, in questo senso, è la costituzione di una società
consortile a responsabilità limitata che raccoglierà
le diverse competenze fino ad ora frazionate su diversi Enti: il Presidente
della Regione Lombardia Roberto Formigoni ne ha di recente annunciato
la prossima costituzione, oltre all’accordo con il Comune di
Milano (è già stata firmata, fra l’altro la convenzione
con cui la Regione delega la manutenzione sul demanio della Darsena).
Gli interventi più urgenti riguardano le sponde: sono già
stati finanziati 22 milioni di euro, di cui la metà andranno
a “curare” soprattutto il Naviglio Grande e metà
proprio la situazione delle sponde. Non meno importanti sono i progetti
di riqualificazione della fruizione turistica e del tempo libero:
ai turisti, ma soprattutto ai milanesi, sarà offerta una proposta
che avrà come fulcro la navigazione e le biciclette.
E, a proposito di navigabilità, l’Assessore alle Opere
Pubbliche, Politiche per la Casa e Protezione Civile Carlo Lio, ha
annunciato la prima fase di riattivazione sul Naviglio Grande sarà
il tratto tra Abbiategrasso e Castelletto di Cuggiono, in cooperazione
con i Comuni che si affacciano sulla via d’acqua. Tra gli intervenuti,
anche Milena Bertani, Presidente del Parco del Ticino, che ha espresso
soddisfazione per l’avvio del Master Plan, ma ha anche lanciato
la proposta per la creazione di una società specializzata nello
sviluppo dell’offerta turistica, in particolare quella eco-compatibile.
Sempre nel territorio interessato dal parco del Ticino, è stato
annunciato dall’Assessore alle Infrastrutture e Mobilità,
Massimo Corsaro, il progetto di completamento e messa in esercizio
della conca di navigazione allo sbarramento regolatore della Miorina,
con conseguente apertura della navigazione del primo tratto del Ticino
fino ad arrivare alla diga di Porto della Torre. Il completamento
dei lavori è previsto per il 2006, con la messa in funzione
di un sistema di automazione gestibile dall’utenza; il costo
complessivo è di 1 milione di euro e sarà finanziato
dal programma comunitario denominato Interreg III A.
Febbraio 2003
La Darsena verrà presto restituita ai suoi abitanti. Approvato
il piano di riqualificazione che ne farà il principale porto
turistico della futura linea Locarno-Milano-Pavia-Venezia, con passeggiate
sul bordo dell’acqua e giardini degradanti
Nel 1998 l’Associazione, con l’ausilio dell’ARNI
(Azienda Regionale della Navigazione Interna), della Comunità
padana, delle Camere di Commercio, del Comune di Locarno e dell’Azienda
dei porti di Cremona e Mantova, e con il patrocinio di molti Enti
pubblici, ha proposto di riattivare la navigazione, a scopo turistico
e culturale, del sottosistema dei Navigli Ticino-Milano-Ticino per
riconnettere il bacino del Lago Maggiore a Milano e Milano alla laguna
di Venezia. La proposta, considerata un sogno, è ora un progetto
istituzionale: la Regione Lombardia, la Confederazione Svizzera e
la Regione Piemonte, hanno infatti sottoscritto un programma interregionale
(Interreg 2000-2006) finanziato, tra gli altri, dall’Unione
Europea, per progettare e realizzare i primi interventi di riapertura
della navigazione nel tratto interessato dal fiume Ticino e dal Canale
Industriale, verso Milano. La Fondazione Cariplo, su richiesta dell’Associazione
Amici dei Navigli, contribuisce a finanziare il progetto preliminare
dell’idrovia. Allo scopo di restituire ai Navigli la loro funzione
originaria e riutilizzarli per la navigazione turistica e culturale,
come è stato fatto in tutte le capitali europee provviste di
canali, l’Associazione Amici dei Navigli ha ottenuto dal gruppo
GS la prima sponsorizzazione del preliminare di fattibilità
Locarno-Milano-Venezia, nonché la realizzazione della Viscontea,
l’imbarcazione eco-compatibile che da due anni svolge un servizio
non di linea, per il turismo culturale e di svago sul Naviglio Grande,
da Milano a Gaggiano e viceversa. In questo quadro di azioni dirette
tutte al recupero della navigazione, l’Associazione Amici dei
Navigli ha anche stimolato la proposta, formulata con altri soggetti,
di riqualificare la Darsena per farne il principale porto turistico
della futura linea Locarno-Milano-Pavia-Venezia. Perciò è
stato presentato in Comune, in conformità alle leggi vigenti,
la prima proposta di intervento sulla Darsena di iniziativa privata.
Una proposta che nasce dopo le deludenti operazioni urbanistiche condotte
sia dal Comune di Milano più di dodici anni fa (Piano particolareggiato
della Darsena e delle aree limitrofe), sia dalle Associazioni di zona
(abbiamo studiato per quasi due anni la possibilità di redigere
un piano della Darsena senza alcun esito). La Darsena di Milano è
uno specchio d’acqua prezioso non solo per la città e
la Lombardia, ma anche per le regioni attraversate dai Navigli, canali
e fiumi dell’idrovia tra il lago Maggiore ed il Mare Adriatico.
È una risorsa, per il futuro turistico di Milano, straordinaria,
ma le sue rive, strette tra i viali più interni di circonvallazione
del centro storico, hanno una profondità limitata. Un porto
deve essere anche un interscambio, un luogo di sosta per le comitive
e i passeggeri delle navi e per i futuri utenti delle house-boat,
un parcheggio che serve per i pullman, per il rimessaggio delle barche,
per la sosta temporanea delle auto. Vogliamo togliere l’asfalto
dalla riva sottesa al viale Gabriele D’Annunzio e dare spazio
alle auto che ora occupano tutta la superficie della riva sottraendola
ai cittadini che abitano nei dintorni. Il progetto promette di restituire
la Darsena agli abitanti della zona con passeggiate sul bordo dell’acqua
e giardini degradanti (tra i quali sono mimetizzate le uscite-entrate
pedonali dei tre parcheggi sul fronte del viale D’Annunzio).
Il progetto prevede la pulizia a fondo della Darsena, il restauro
delle sponde e il recupero di eventuali reperti, in collaborazione
con le Soprintendenze. Il parcheggio sotto il porto, con l’ausilio
di nuovi collegamenti pedonali tra le sponde (il progetto prevede
una nuova passerella tra il viale D’Annunzio ed il viale Gorizia,
a fianco dell’Associazione Marinai d’Italia) potrà
contribuire a risolvere il problema della pedonalizzazione delle alzaie
ed offrire ai residenti i posti auto che ora sono riservati od occupati
abusivamente dai visitatori. Sotto questo aspetto, il parcheggio sotto
il porto rappresenta un’occasione irripetibile per la valorizzazione
dell’intera area. L’anno prossimo, con tutta probabilità,
il tratto urbano del Naviglio Pavese potrà essere di nuovo
navigabile. Non è escluso perciò che si possa istituire
un servizio integrativo di trasporto pubblico sull’acqua di
interesse metropolitano. Il baricentro di questo servizio pubblico,
come di altri, sarà sempre la Darsena di Milano. Le opere che
si sviluppano in sottosuolo e in superficie sono a costo zero per
l’Amministrazione Comunale: le aree sono infatti in concessione
e tutte le opere, alla scadenza della concessione, saranno di proprietà
pubblica. Occorrerà vigilare sul progetto che andrà
in appalto e verificare che sia fedele all’obiettivo di riqualificare
la Darsena perché diventi il più bel giardino della
città.
Dicembre 2002
Creazione di una “Fontana” presso la Conca delle Gabelle
in Via San Marco a Milano.
La Conca delle Gabelle, detta anche Conca dell’Incoronata, in
quanto sorta in adiacenza al vicino convento degli Agostiniani, è
stata costruita alla fine del Quattrocento, quando Leonardo da Vinci
era al servizio del Duca di Milano, Ludovico il Moro. L’Istituto
per i Navigli/Associazione Amici dei Navigli, che aveva già
proposto precedentemente la valorizzazione di quest’importante
manufatto idraulico, intende, con la collaborazione del Comune di
Milano (uffici Fognature e Acquedotto), ripresentare il progetto per
l’inserimento dell’acqua corrente, estratta dalla prima
falda, all’interno del bacino. Il progetto, che interessa il
tratto della strada Via San Marco compresa tra Corso di Porta Nuova
e Via Castelfidardo, prevede la riattivazione di un pozzo, già
esistente nei pressi di Corso di Porta Nuova, e la realizzazione di
due nuovi pozzi per estrarre l’acqua e farla fluire all’interno
del bacino della conca già esistente, ma al momento priva d’acqua.
I litri d’acqua prelevati (circa 105 l/sec.) aiuteranno, in
parte, a risolvere il problema d’innalzamento della falda acquifera,
che periodicamente affligge la città di Milano. Il progetto
prevede di recuperare e impermeabilizzare le sponde del canale, restaurare
le scale, le rampe d’accesso all’alzaia e il ponte in
pietra. L’acqua, dopo aver alimentato la fontana, potrà
essere pompata e fatta fluire nel recapito esistente nel sotterraneo
della scuola Parini che si affaccia su Via San Marco. Sarà
quindi possibile predisporre, all’interno della scuola, delle
pompe di calore (l’AEM Spa sta vagliando questa possibilità)
che potranno sostituire gli obsoleti impianti della scuola e riscaldare
o condizionare 70.000 mc di costruzione. Un progetto che, come tutti
quelli che proponiamo, oltre a proporre il restauro e la valorizzazione
della più antica conca di navigazione del sistema dei Navigli
milanesi e pavesi, è “utile” sia per collaborare
al prelevamento d’acqua dalla falda acquifera che per creare
energia pulita, per riscaldare la scuola.
Sono partiti i progetti per la riattivazione
delle prime conche lungo il tratto sub-lacuale del fiume Ticino e
il Canale Industriale nell’ambito del Progetto Interreg III:
via navigabile turistica Locarno – Milano.
Nell’ambito dell’iniziativa Iterreg III A Italia-Svizzera,
la Regione Lombardia, la Regione Piemonte e il Cantone Ticino hanno
lanciato il progetto “riapertura della via navigabile turistica
tra Locarno e Milano attraverso il lago Maggiore, il Ticino, il canale
Industriale e il Naviglio Grande. Definizione di massima delle fasi
previste per arrivare alla realizzazione delle prime opere idroviare
necessarie lungo il tratto sub-lacuale del fiume Ticino”. In
particolare la Regione Lombardia si occuperà della progettazione
e realizzazione della prima conca presso lo sbarramento della Miorina,
e della progettazione delle conche di Panperduto e della Maddalena
(opera di presa del Canale Villoresi). La Regione Piemonte predisporrà
il progetto di una nuova conca di navigazione presso lo sbarramento
di Porto della Torre da realizzarsi in sponda piemontese. Il Cantone
Ticino, e in particolare la Città di Locarno, è il committente
dello studio sulle potenzialità turistiche dell’idrovia
Locarno-Milano. Tale studio sarà elaborato da dall’Istituto
di Management Turistico (IMAT) di Bellinzona, che opera nel campo
della consulenza, della ricerca e della gestione di progetti turistici
in Ticino. Anche il nostro Istituto sta collaborando con l’Istituto
di Management Turistico, per valutare l’offerta turistica (strutture
ricettive, offerta naturale, culturale e di svago), l’accessibilità,
i trasporti e la navigazione nel tratto tra Sesto Calende e Milano.
Ottobre 2002
Il progetto dell’idrovia Locarno – Milano – Pavia
– Venezia non sarà più un sogno: sono stati finanziati
i primi interventi nell’ambito del Progetto Interreg IIIA 2000-2006.
Il progetto europeo Interreg III A Italia-Svizzera 2000-2006, finanziato
con fondi europei destinati alle Regioni Lombardia e Piemonte e al
Cantone Ticino e integrato con fondi regionali, del costo complessivo
di 1.326.200 € prevede le seguenti azioni:
La Regione Lombardia, grazie ad una convenzione con il Consorzio del
Ticino progetterà e costruirà la conca per superare
lo sbarramento della Miorina in territorio di Golasecca (Va), con
un finanziamento di 909.533 €;
I restanti 416.667 € saranno utilizzati: Dalla Regione Piemonte
per realizzare il progetto della conca per superare lo sbarramento
di Porto Torre (No);
Dalla Regione Lombardia per progettare:
1. La Sistemazione dell’alveo del Ticino per consentire la navigazione
turistica;
2. La Ristrutturazione della conca della diga di Panperduto a Somma
Lombardo (Va);
3. La Ristrutturazione della conca di navigazione per l’accesso
al Canale Industriale in località Maddalena.
Dal Canton Ticino per realizzare uno studio per la valorizzazione
turistica dell’intera idrovia, realizzato dall’Istituto
di Management Turistico di Bellinzona.
I progetti dovranno essere ultimati entro marzo 2003. I progetti e
le opere sopraelencate, una volta realizzate, permetteranno di estendere
la navigabilità turistica del Verbano al primo tratto del Ticino
all’uscita del Lago Maggiore, per un tratto di circa 13 km lungo
il corso naturale del fiume e per successivi 5 km circa attraverso
il cosiddetto Canale Industriale, derivato dal Ticino all’altezza
della diga di Panperduto. Siamo molto felici di poter dare, agli amici
dei Navigli, questa bellissima notizia, dopo anni di lavoro (la prima
presentazione del progetto preliminare risale al 1998), vediamo finalmente
che le nostre proposte sono state accolte e finanziate dagli Enti
pubblici competenti. Ringraziamo quindi la Fondazione Cariplo, gli
altri sponsor privati, la stampa e tutti i soci che hanno sostenuto
l’Istituto per i Navigli/Associazione Amici dei Navigli.
Giugno 2002
Progetto preliminare per la realizzazione della Centralina Idroelettrica
di Conca Fallata.
L’AEM Spa e l’Istituto per i Navigli/Associazione Amici
dei Navigli hanno presentato, lo scorso 13 giugno, il progetto di
Conca Fallata all’Assessorato ai Lavori Pubblici della Regione
Lombardia. Il progetto propone di inserire nel canale di soccorso
della Conca Fallata (la seconda conca di navigazione del Naviglio
di Pavia in uscita dalla Darsena di Milano) una turbina per l’utilizzo
del salto d’acqua al fine di produrre energia. Il recupero energetico
sarà incrementato dalla copertura fotovoltaica del tratto del
canale di soccorso tra la turbina e la griglia di controllo delle
acque. La turbina sarà inoltre coperta in materiale trasparente
e metallo, il cui trattamento sarà definito con gli Organi
di Tutela, per fornire una funzione didattica all’intervento.
Il recupero, oltre a fornire energia per illuminare il manufatto e
il tratto urbano del Naviglio di Pavia, consentirà anche a
consolidare la struttura e restaurare tutti i componenti dell’opera.
La Ragione Lombardia ha espresso interesse per il progetto proposto
e intende accordarsi a breve con l’AEM Spa per avviare il progetto
esecutivo.
Studio preliminare di fattibilità per il recupero funzionale
della navigazione nel tratto del Naviglio di Pavia tra la Certosa
di Pavia e il fiume Ticino
L’Istituto per i Navigli/Associazione Amici dei Navigli ha presentato
e consegnato in copia tale studio alla Regione Lombardia, sia all’Assessorato
ai Lavori Pubblici che a ai Trasporti, e attende che gli interventi
proposti vengano deliberati dalla Giunta Comunale di Pavia. Nel frattempo
l’Istituto per i Navigli/Associazione Amici dei Navigli intende
portare avanti, insieme agli enti competenti, l’eliminazione
del primo ostacolo alla navigazione lungo il naviglio dalla Certosa
verso Pavia: il ponte di Borgarello. Il sollevamento del ponte e il
completamento del 2° lotto previsto dal progetto originario è
stato oggetto del Tavolo di Coordinamento dei Ponti dei Navigli di
Milano, tenutasi al Collegio degli Ingegneri e architetti di Milano,
lo scorso 11 giugno. Durante l’incontro l’arch. Malara
ha presentato il progetto esecutivo originale che abbiamo rintracciato
a Piacenza, firmato dagli Architetti Franchini e Zanetti. E’
necessario quindi indire a breve una riunione con gli enti interessati
per avviare il progetto.
Lunedì 23 settembre 2002 alle ore 17.00 l’Istituto per
i Navigli/Associazione Amici dei Navigli, con il contributo del Comune
di Luino e della Provincia di Varese, sta organizzando presso la sede
dell’Associazione Velica Alto Verbano a Luino (Viale Dante 6/A)
il convegno dal titolo “La navigazione turistica dal Lago Maggiore
a Milano; primi interventi da Sesto Calende a Vizzola, punto di interscambio
della Malpensa, nel quadro del recupero dalla linea di navigazione
turistico - culturale, Locarno – Milano – Pavia –
Venezia.”
ll progetto di riqualificazione del Ponte di Castelletto di Abbiategrasso
dell’ANAS sarà presentato nei prossimi giorni all’Assessorato
ai Lavori Pubblici della Regione Lombardia e sarà riesaminato
nella prossima riunione del Tavolo di Coordinamento dei Ponti dei
Navigli
In concomitanza con l’inaugurazione del ponte di Gaggiano, il
29 giugno p.v. l’Istituto per i Navigli/Associazione Amici dei
Navigli inaugurerà la mostra “Storia e patrimonio dei
Navigli da valorizzare” che sarà allestita nel cortile
del Municipio di Gaggiano
L’Associazione del Naviglio Grande ci ha concesso uno spazio
durante il Mercatone di antiquariato domenica 30 giugno 2002. Un’occasione
per incontrare i soci, promuovere i progetti per il recupero della
navigazione e continuare a raccogliere le firme per la riclassificazione
del Naviglio Pavese.
Il progetto di riqualificazione del Ponte di Castelletto di Abbiategrasso
è stato presentato alla Regione Lombardia
Il progetto, realizzato dall’Anas, su invito dell’Istituto
per i Navigli/Associazione Amici dei Navigli prevede la sistemazione
dell’area adiacente il viadotto, posta tra il Naviglio e la
strada statale di davanti al Palazzo Stampa e dell’area sottostante
il viadotto posta in prossimità della chiesa di S. Antonio,
che diventerà una più ampia zona pedonale o “passeggiata”
e sulla quale si apriranno gli accessi ai complessi della chiesa di
S. Antonio e della sede Universitaria prevista nella ex “Casa
del guardiano delle acque”. A schermatura del viadotto il progetto
prevede l’impianto di un doppio filare d’alberi ad alto
fusto. L’Anas ha presentato il progetto, lo scorso 25 giugno,
all’Assessorato alle Opere Pubbliche, Politiche per la Casa
e Protezione Civile della Regione Lombardia e al Comune di Abbiategrasso.
Sia il Comune di Abbiategrasso, che provvederà poi alla manutenzione
dell’area sottostante il viadotto, che la Regione Lombardia,
a cui è stata richiesta una partecipazione economica, dal momento
che si tratta di aree di proprietà demaniali, hanno espresso
apprezzamento per l’impegno economico e tecnico assunto dall’Anas
e hanno dichiarato che si prodigheranno affinché il progetto
venga realizzato in breve tempo.
Maggio 2002
La Direzione Generale delle O.O.PP. della Regione Lombardia
ha avviato il recupero dei “Navigli Lombardi”.
Il 13 maggio 2002 scorso l’Assessore ai Lavori Pubblici, Dr.
Carlo Lio, e il Direttore Generale, Dr. Ettore Bonalberti, dell’Assessorato
ai Lavori Pubblici della Regione Lombardia hanno invitato tutte le
associazioni che, come la nostra, hanno sempre dedicato energie al
Sistema dei Navigli, alla presentazione del programma di lavori per
il Recupero dei Navigli Lombardi. Il crescente interesse della Regione
Lombardia per il sistema dei Navigli è dettato dall’emergenza
ambientale, dai recenti eventi di dissesto spondale, dall’esigenza
di razionalizzare il sistema delle competenze e dalla volontà
di una più adeguata valorizzazione (anche come via d’acqua)
del Sistema dei Navigli. Al fine del raggiungimento degli obiettivi
sopraindicati la Direzione Generale delle O.O.PP. della Regione Lombardia
porterà avanti le seguenti attività: 1) Attuazione degli
interventi urgenti e di manutenzione;2) Redazione di un Master Plan
e successiva attuazione degli interventi; 3) Riordino gestionale ed
amministrativo. Tra gli interventi urgenti è prevista la sistemazione
di diversi tratti spondali del Navigli Grande, Pavese, Martesana e
Paderno. La redazione del Master Plan, affidata al Politecnico di
Milano, fornirà le linee guida per individuare gli interventi
necessari per l’operazione di salvaguardia attiva e la tempistica
di attuazione degli interventi prefigurando l’avvio di progetti
pilota per attivare le fasi operative e consentire la spendibilità
delle risorse disponibili. L’Istituto per i Navigli/Associazione
Amici dei Navigli e le altre Associazioni presenti, sono stati invitati,
dalla Direzione Generale, a proporre progetti e idee per il recupero
dei Navigli e, con questa prima riunione, si è aperto un rapporto
continuativo tra Ente Pubblico e le Associazioni.
L’Istituto per i Navigli/Associazione Amici dei Navigli ha consegnato,
al Comune di Pavia, lo studio preliminare di fattibilità per
il recupero funzionale della navigazione lungo il Naviglio Pavese
tra la Certosa di Pavia e il Ticino
Lo studio, redatto dall’Istituto per i Navigli/Associazione
Amici dei Navigli, su incarico del Comune di Pavia, individua gli
interventi necessari per il ripristino della navigazione lungo l’asta
del Naviglio, la stima dei costi delle singole opere e la programmazione
degli interventi per lotti funzionali. In sintesi gli interventi realizzabili
prioritari per il collegamento Certosa di Pavia-Darsena di Pavia sono
i seguenti: 1) Sollevamento del ponte di Borgarello; 2) Restauro della
conca del Cassinino; 3) Sollevamento del ponte stradale del Campo
Sportivo di Pavia; 4) Creazione di un sottopasso con parcheggi in
corrispondenza dell’attuale Ponte stradale di Piazzale San Giuseppe
(Pavia centro); 5) Demolizione del ponte stradale di Viale Lodovico
il Moro e realizzazione di una passerella. Gli interventi interessano
non solo il territorio comunale, ma anche i comuni di Certosa di Pavia
e di Borgarello, nonché la Provincia di Pavia e la Certosa
di Pavia. L’Istituto per i Navigli/Associazione Amici dei Navigli
ha quindi presentato le proposte anche ai singoli soggetti interessati,
che hanno risposto con ampio consenso alle opere proposte. Inoltre,
il Sindaco del Comune di Pavia, Dr. Andrea Albergati, durante l’incontro
del 23 aprile scorso presso il Centro Svizzero, ha annunciato di voler
attuare lo studio di fattibilità per il recupero della navigazione
dalla Certosa di Pavia al fiume Ticino mediante la sostituzione dei
ponti a raso e il restauro delle conche e soprattutto della scala
d’acqua, capolavoro dell’ingegneria idraulica. Intendiamo
quindi organizzare a breve un incontro tra Comune di Pavia, Provincia
di Pavia, comuni interessati presso la Regione Lombardia (Direzione
Generale delle Opere Pubbliche) per portare avanti gli interventi.
Gennaio 2002
La riattivazione della navigazione turistica - culturale lungo il
Naviglio pavese
dalla Certosa di Pavia alla confluenza con il Ticino.
Mentre Milano si muove per la riattivazione della Conchetta lungo
il Naviglio pavese, anche Pavia studia il collegamento via acqua dalla
Certosa a Pavia. L’Istituto per i Navigli/Associazione Amici
dei Navigli sta infatti svolgendo, su incarico del Comune di Pavia
(Assessorato alla Cultura), lo studio preliminare di fattibilità
per la riattivazione del collegamento via acqua dal centro di Pavia
alla Certosa, gioiello dell’architettura lombarda. La riattivazione
di questo primo tratto ha suscitato entusiasmo tra i comuni di Certosa
di Pavia e di Borgarello, coinvolti nel percorso. Il Comune di Certosa
di Pavia ha dichiarato, con delibera della giunta, che l’iniziativa
è degna di interesse per lo sviluppo turistico della zona.
Il Sindaco di Borgarello, oltre a esprimere la propria adesione al
progetto, si è dichiarato disponibile al completamento del
progetto del ponte stradale di Borgarello, che era stato inizialmente
progettato come sollevabile tramite martinetti idraulici, poi mai
installati. Anche l’Ing. Sartori, della Regione Lombardia, che
aveva progettato il ponte di Borgarello si prodigherà, presso
la Regione Lombardia, per ottenere i finanziamenti necessari per il
completamento del secondo lotto per la mobilità del ponte di
Borgarello. Il Presidente dell’Azienda di Promozione Turistica
di Pavia, dr. Pio Marcato, ha espresso estremo interesse per l’iniziativa
e ha accolto favorevolmente la posposta dell’Istituto per i
Navigli/Associazione Amici dei Navigli di istituire un servizio di
navigazione nella primavera-estate 2002/2003, nel tratto compreso
tra il ponte di Piazzale San Giuseppe e la conca di Porta Cairoli
(nel centro di Pavia), con due catamarani per 6 persone ciascuno per
far provare ai cittadini pavesi e ai turisti l’ebbrezza di una
breve navigazione lungo il Naviglio pavese, così come è
stato fatto a Milano prima dell’arrivo della Viscontea che effettua
servizio quotidiano e che porta 24 passeggeri per 15 km di tragitto
da Milano a Gaggiano.
Il Ponte di Gaggiano: il progetto ed i lavori
Il ponte sul Naviglio Grande di Gaggiano ha riaperto al traffico il
giorno 1 dicembre u.s.; sono stati, infatti, completati i lavori strutturali,
di ampliamento e rafforzamento della struttura, cominciati lo scorso
7 maggio che hanno interessato lo storico ponte ad archi, costruito
in muratura nel 1863. Durante l’intervento sono state eliminate
le parti metalliche aggiunte nel 1910 per ampliare la struttura originaria
del ponte, che versavano in cattivo stato di conservazione. La sede
di carreggiata destinata al transito veicolare presentava due ordini
di problematiche: una più semplice costituita dal deterioramento
del manto stradale e conseguenti infiltrazioni d’acqua nel sottostante
strato; una seconda più complessa relativa ai muri di contenimento
che, sebbene realizzati in mattoni ed in forte spessore, non erano
in grado di sopportare i gravosi carichi del traffico attuale, seppur
limitato per tutta la lunghezza del ponte. A queste problematiche
ha risposto un progetto realizzato interamente dalla Provincia di
Milano, all’interno del Servizio Ponti, Concessioni nell’ambito
dell’Assessorato Trasporti e Viabilità.Il progettista
ing. Campari ed il suo staff progettuale, al fine di evitare antiestetiche
e in ogni modo poco funzionali “tirantature”, ha realizzato
una struttura a solettone in cemento armato poggiante su pali infissi
all’interno del terrapieno, contenuto appunto dai muri citati.
E’ stato in pratica realizzato un “nuovo ponte”
sopra al vecchio ponte, da quest’ultimo svincolato. La vecchia
struttura risulta pertanto sgravata dalla maggior parte del carico
dovuto al traffico, a beneficio della solidità e durabilità
del vecchio ponte. Lungo il lato destro della rampa, lato municipio,
è stata realizzata una passerella che corre lungo il ponte
e ridiscende lungo la Via Manzoni, per consentire l’attraversamento
del canale ai pedoni ed ai ciclisti in maniera protetta. La passerella
è stata realizzata per la maggior parte a sbalzo su travi in
acciaio; è protetta da ambedue i lati da parapetto in acciaio
che riprende la tipologia del parapetto che percorre quasi tutto il
Naviglio Grande partendo dalla Darsena sino ad arrivare ad Abbiategrasso.
Sono stati sostituiti inoltre i parapetti metallici che delimitavano
il ponte, ripristinate le strutture portanti e rifatto il manto stradale.
Sono attualmente ancora da realizzare alcuni interventi di risanamento,
trattamenti superficiali, rivestimenti in mattoni, ecc.; il completamento
è previsto per marzo-aprile prossimo.E’ importante rilevare
che la realizzazione di quest’intervento è stata concordata
con la Sovrintendenza che tutela quest’opera, la quale ha dato
il nullaosta dopo aver esaminato il progetto; il costo totale dell’opera
a lavori ultimati sarà di 1 miliardo e 200 milioni di lire,
finanziato al 50% dalla Regione Lombardia”.
Ing. Carlo Campari, Direzione Centrale Trasporti e Viabilità,
Servizio Ponti, Concessioni della Provincia di Milano
Progetto di riqualificazione del ponte di Castelletto di Abbiategrasso
e delle aree circostanti il Palazzo Stampa
L’Arch. Luigi Festa dell’ANAS (Compartimento della Viabilità
per la Lombardia) ha presentato, in versione definitiva, al Tavolo
di Coordinamento dei Ponti dei Navigli il progetto di riqualificazione
del ponte di Abbiategrasso. Il progetto prevede un impegno finanziario
complessivo pari a 540.700 euro a cui si potrà far fronte,
per i lavori interessanti la proprietà stradale, con fondi
ANAS (205.450) e, per i lavori interessanti le aree comunali, con
fondi regionali (335.250 euro). A breve sarà fissato un incontro
con i funzionari regionali per sottoporre alla loro attenzione il
progetto, che verrà poi consegnato ufficialmente alla Regione
Lombardia e successivamente al Comune di Abbiategrasso. Al Tavolo
di Coordinamento si è anche deciso di organizzare per il prossimo
autunno un incontro-studio sui ponti e le passerelle dei corsi d’acqua
sia naturali che artificiali di cui verrà data notizia su idrovia.
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