Introduzione e Cenni storici

 

Milano è una delle poche città europee che divennero grandi e riuscirono a sviluppare i loro commerci senza essere naturalmente interessata dal corso di un grande fiume navigabile o dal mare.
La città si trova infatti al centro di una pianura e in posizione equidistante tra i grandi fiumi Ticino e Adda, due dei maggiori affluenti del Po a cui si è collegata con il sistema di canali artificiali denominati “Navigli”.
I primi ponti costruiti sui Navigli venivano realizzati in legno in modo da essere rapidamente distrutti in caso di attacco nemico; ci sono inoltre molte testimonianze della presenza di ponti levatoi per l’ingresso nella città. Gli antichi ponti in legno sono stati sostituiti, ove necessario, da ponti in pietra e mattoni.
Dopo il 1300 il sistema dei Navigli, nato per l’irrigazione e utilizzato saltuariamente per il trasporto delle merci, viene utilizzato per spostare via acqua i blocchi di marmo dalla Candoglia a Milano per la costruzione del Duomo. Grazie a questo avvio commerciale la città di Milano sviluppa le vie d’acqua raggiungendo il Mare Mediterraneo attraverso il Po.
Con l’espansione del commercio sulle via navigabili si formano nuovi centri abitati e si consolidano i ponti.
L’intensificarsi del traffico via acqua porta alla proliferazione degli approdi in prossimità dei ponti; il rapporto terra – acqua non ha solo una valenza commerciale ma acquista importanza anche sotto l’aspetto dell’urbanizzazione dei borghi lungo i Navigli. Intorno al ponte e all’approdo si sviluppano alcuni caratteristici centri urbani, assumendo un ruolo di importanza sociale e commerciale.
Il ponte sul Naviglio è oggi testimone del grande intreccio comunicativo terra – acqua e segnala l’opportunità di un riuso delle vie d’acqua rianimando la navigazione a scopo turistico.

 

 

Informazioni generali sui ponti dei Navigli

Dai dati del censimento svolto dall’Istituto per i Navigli / Associazione Amici dei Navigli nel 1998 risultano le seguenti informazioni:
187 è il numero degli attraversamenti sui cinque Navigli milanesi ( ponti, passerelle e impianti tecnologici ).
Di questi:
46 sono sul Naviglio Grande;
62 sono sul Naviglio della Martesana;
51 sono sul Naviglio di Pavia;
16 sono sul Naviglio di Bereguardo;
12 sono sul Naviglio di Paderno.

Nella città di Milano si trovano:
11 attraversamenti sul Naviglio Grande;
12 attraversamenti sul Naviglio di Pavia;
14 attraversamenti sul Naviglio della Martesana.


Immagine del ponte di Boffalora

In tutto, nel solo territorio di Milano ci sono ben 37 tra ponti e passerelle.

I ponti si differenziano funzionalmente in:
ponti ferroviari
ponti autostradali
ponti di transito veicolare suburbano
ponti urbani
passerelle pedonali
ponti abbandonati
attraversamenti tecnologici.

I materiali usati per la costruzione dei ponti:
pietra
misto pietra – mattoni
mattoni
ferro
cemento armato

Tra i ponti più antichi presenti lungo il Naviglio Grande e recentemente restaurati si segnalano il ponte di Boffalora Sopra Ticino e il ponte di Padregnana nel comune di Robecchetto con Induno.

 

 

Ponte dello Scodellino

Il ponte dello Scodellino è il prolungamento di Viale Gorizia verso piazza XXIV Maggio nel punto in cui il Naviglio Grande si immette nella Darsena di Milano. Ha una struttura a 1 arco, alzaia sottostante continua, ha corsie per vetture essendo utilizzato per il traffico urbano e due marciapiedi per i pedoni. Sul ponte passano le rotaie della linea tranviaria 29/30 e la sede stradale ha una larghezza di 12 metri. Gli appoggi, le pile, la campata e i parapetti sono in calcestruzzo, il calpestio è in asfalto e lastricato mentre il rivestimento è in pietra.
Il ponte è denominato “dello Scodellino” perché in passato i conducenti dei barconi, i cosiddetti “comballi”, che trasportavano sabbia e altri materiali erano soliti fermarsi presso l’”Osteria del Pallone” che si trovava nelle immediate vicinanze del ponte per farsi dare una scodella di minestra,”bollente” soprattutto nelle fredde giornate autunnali e invernali.

   
Ponte del Trofeo  

G.Migliara, Il Ponte del Trofeo a Porta Ticinese,
acquarello, 1830 circa, Raccolta Beretta, Museo di Milano

Il ponte del Trofeo è un ponte di collegamento tra il Viale Gorizia e via Scoglio di Quarto al vertice della triangolazione dei due Navigli Grande e di Pavia in corrispondenza della Darsena. E’ un ponte utilizzato per il traffico urbano con due carreggiate, marciapiedi laterali e rotaie per il passaggio dei tram della stessa linea 29/30. La struttura del ponte è a un arco, ha appoggi e campate in calcestruzzo e muratura ed è rivestito in pietra, il calpestio è di asfalto e lastricato, i parapetti sono in grigliato in ferro a riquadri con decori e in muratura mentre i rivestimenti sono eseguiti in graniglia. Ha un’altezza massima sull’acqua di 3,40 metri e una larghezza dell’impalcato di 20,80 metri, in quanto è stato ampliato nella seconda metà del secolo scorso, con un’aggiunta in cemento armato.
Il ponte è denominato del Trofeo perché nei primi anni del ‘600 il progetto di mettere in comunicazione il lago Maggiore, il Ticino, Milano, Pavia e il Po con il mare era molto sentito dai governatori spagnoli di Milano dell’epoca. Il desiderio di raggiungere questo traguardo trovò espressione in un momento celebrativo che il governatore spagnolo a Milano durante i primi anni del 1600, Pedro Enriques de Ezevedo, conte di Fuentes, commissionò ancor prima del termine dei lavori. Egli fece costruire un “trofeo” con una lapide che celebrava il raggiunto congiungimento tra i laghi Maggiore e di Como, Milano e il mare a fianco del ponte. Il monumento del Trofeo fu rimosso e trasferito nel 1872 nel Museo del Castello dove si può ammirare la lapide contenente la seguente iscrizione:
“verbani et lari huc deductas acquas irriguo navigablique rivo ticino ac pado immiscrit, abestatem et incurditatem agrorum, artificium studia, publicas ae privatas, opes accessu et commercio facili amplificando”.

   
Passerella tra Alzaia Naviglio Grande e Ripa di Porta Ticinese nei pressi di via Corsico

Questa passerella ad esclusivo uso pedonale ha una struttura ad un arco ribassato reticolare, due accessi laterali con 13 gradini.
Gli appoggi, le pile e le campate sono in calcestruzzo, il calpestio è in asfalto, i parapetti fanno parte della struttura in ferro ed è rivestito con graniglia.
La larghezza totale della passerella è di 3,50 metri.

   
Passerella tra Alzaia Naviglio Grande e Ripa di Porta Ticinese
in prossimità di via Casale e di via Paoli

La passerella ha una struttura a travata reticolare con 4 accessi composti da 13 gradini ciascuno. Ha appoggi in calcestruzzo, le campate sono in ferro, il calpestio è in asfalto con parapetti e corrimani in ferro compresi nella struttura. La larghezza del passaggio pedonale è di 3,20 metri.

   
Ponte via Valenza

Il ponte di Via Valenza viene utilizzato per il traffico urbano ed è composto da due carreggiate per auto e marciapiedi per il transito dei pedoni.
Gli appoggi che sostengono la struttura sono in calcestruzzo mentre le campate sono composte da travature in ferro e da voltine in laterizi. Il calpestio è in asfalto, i parapetti e i corrimani sono in ferro mentre i rivestimenti esterni sono in granito.
Il ponte è stato costruito nel 1878 e i parapetti sono stati recentemente restaurati insieme all’alzaia; quest’ultima ha la caratteristica di passare al di sotto del ponte stesso. Questo perché in passato l’alzaia veniva utilizzata per il transito dei cavalli che trainavano i barconi; oggi ha funzione di passerella pedonale e ciclabile.

   
Informazioni aggiuntive

Sul Naviglio Grande esiste un ponte mobile. Si tratta del Ponte Richard Ginori; esso è situato di fronte alla ex fabbrica ormai abbandonata alle porte di Milano che produceva ceramiche lungo la via Lodovico il Moro. La famosa industria utilizzava come materia prima il caolino che veniva trasportato via acqua e, realizzati i prodotti, utilizzava la ferrovia per la loro spedizione. Si tratta di un ponte in ferro costruito nel 1906 con la stessa tecnologia utilizzata per la costruzione della Torre Eiffel di Parigi e del ponte ferroviario di Paderno d’Adda. Lo stabilimento era dotato di un raccordo ferroviario che lo collegava direttamente alla rete nazionale. Il ponte mobile dal livello superiore di transito pedonale sopra il Naviglio scendeva al livello inferiore delle alzaie dove si trovava il raccordo ferroviario che consentiva la continuità dello stesso dallo stabilimento alla rete ferroviaria. Una volta terminata l’operazione il ponte veniva riportato a livello alto e permetteva così il passaggio delle barche sul Naviglio.
Di ponti mobili, il più innovativo l’aveva progettato Leonardo da Vinci, che disegnò un ponte retrattile per superare il canale Acqualonga al di là del quale si sarebbe dovuta costruire la residenza del governatore francese Carlo d’Amboise. Il ponte sarebbe servito come passerella e allo stesso tempo come mezzo di difesa, da ritrarre in caso di attacchi dei nemici o di rivolte popolari. Leonardo però non vide realizzati i propri progetti per la dipartita dei Francesi.
L’ingegnere italiano progettò per la “città ideale” alcuni ponti – canale, prendendo spunto da quello che lo stesso Leonardo vide sul Naviglio della Martesana quando superava il fiume Lambro.
I progetti del ponte retrattile e del ponte – canale non vennero mai messi in atto, ma la complessità e la cura dei dettagli dimostravano la notevole specializzazione e la grande inventiva tecnica acquisita nel milanese dal genio da Vinci. Della sua eccelsa cultura tecnica nella pratica idraulica sviluppata negli anni al servizio nel Ducato di Milano si avvantaggiarono altri stati europei negli anni successivi, in modo particolare la Francia.

Tutti i diritti sono riservati
credits